Intervista allo studio di architettura MeDeaa

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Per costruire la casa dei nostri sogni o per ristrutturare la nostra abitazione e dargli un tocco di novità ed eleganza, la soluzione migliore è quella di lavorare con uno studio di architettura. Per saperne di più leggete l'intervista che abbiamo fatto a MeDeaa, studio associato di architetti.

Da quanto tempo esiste il vostro studio e come nasce la vostra passione per l’architettura?

Il nostro studio associato è formato da Chiara Marchetti e Andrea De Luca, oltre dagli stagisti, collaboratori che, a vario titolo, sono passati in tempi e per tempi diversi nel corso degli anni. La nostra collaborazione, se così si può chiamare, nasce ai tempi dell'università e della laurea in architettura. Facoltà che rispecchiava le nostre inclinazioni personali quali la passione per il disegno, per la storia dell'arte e dell'architettura e una forte curiosità generale. Partendo da lì, da quei primi progetti sviluppati insieme, abbiamo incominciato a confrontarci sui temi dell'architettura. Una volta laureati abbiamo fatto esperienza in studi di architettura e di ingegneria diversi, ma continuando a lavorare insieme a concorsi di progettazione, per lo più di sera e la notte. Un giorno, senza un reale perchè, abbiamo deciso che era il momento di essere indipendenti ed abbiamo fondato il nostro studio, prima come atelier di progettazione e poi, come studio associato.

Dei tanti vostri lavori, qual è quello di cui andate più orgogliosi e perché?

Uno dei progetti che alla fine, uno volta realizzato, ci ha dato maggiori soddisfazioni è la casa RSC. I nostri clienti si sono fatti guidare da noi, fidandosi sia delle scelte spaziali che di quelle tecniche/cromatiche che gli proponevamo. Questo ha fatto sì che quanto ci eravamo immaginati in fase di progetto, disegnando inoltre arredi su misura, si concretizzasse durante il cantiere. Così facendo l'intero progetto di ristrutturazione è diventato coerente, dalla scelta delle finiture, a quella degli arredi in un continuum che ti accompagna dall'ingresso fino all'ultima stanza. Per poter far ciò abbiamo accompagnato i nostri clienti nei vari showroom, aiutandoli nella scelte, avendo chiaro l'obiettivo finale.

Qual è il primo consiglio da dare ad un privato che sta pensando di ristrutturare casa con la consulenza di un architetto?

Il primo consiglio che mi sento di dargli è di fidarsi dell'architetto che ha scelto. Questo lo dico poichè quando si decide di affidarsi ad un professionista lo si deve fare con convinzione, magari prendendo informazioni dirette da altri clienti o, vedendo altri suoi lavori prima di incaricarlo. Alla fin fine tra il cliente e il suo architetto si crea un forte legame dato che si lavora su ""elementi"" molto cari al cliente quali la sua casa, la sua attività lavorativa e quindi ci deve essere grande sintonia. Secondo consiglio è di aver chiaro cosa si vuole e quanto si è disposti ad investire nel progetto. Questo è utile al professionista che incomincia un lavoro ma anche al cliente poichè fissa dei ""punti chiari"" entro il quale il progetto dovrà muoversi. Sarà poi l'architetto, con le sue competenze e capacità, ad ottenere il massimo dal progetto.

Quanto è importante la tecnologia e l’avanguardia nell’utilizzo di nuovi materiali nella progettazione di abitazioni?

Viviamo in un'epoca in cui la tecnologia è ovunque. Per questo sempre più le case saranno connesse e interconesse. La domotica quindi non è più da considerarsi come il futuro ma l'odierno. Schermature solari che si regolano in funzione dell'ora e delle condizioni atmosferiche, impianti di riscaldamento/condizionamento sempre più tecnologicamente avanzati, connessi ad impianti solari. Strumentazioni interne all'abitazione che dialogo tra loro. Oltre a ciò nuovi materiali all'orizzonte, sempre più attenti all'impatto ambientale, a ""km 0"" che forniscano prestazione termiche elevate ma che siano ad impatto zero anche nel loro ciclo vitale. L'innovazione tecnologica e i nuovi materiali rischiano, però, di essere solo dei ""componenti"" isolati di un sistema più complesso se non vengono armonizzati, attraverso scelte architettoniche e spaziali coerenti. Per suonare una sinfonia c'è bisogno di tutti gli strumenti e di un direttore d'orchestra che li guidi.