Intervista allo studio di architettura Arch&Garden

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Una casa circondata da verde è sempre un'ottima soluzione per controllare lo stress, il calore estivo e godersi qualche ora di relax. Avere un giardino però richiede anche lavoro, progettazione e cura. Per ottenere i risultati migliori non possiamo lasciare al caso questi aspetti e, proprio come per la nostra casa, è consigliabile affidarsi ad un professionista. Abbiamo intervistato l'architetta Caterina Angela Contu, dello studio Arch&Garden:

Quando è nata la sua passione per l’architettura e quando ha pensato di sposarla allo studio e alla realizzazione di giardini?

E’ nata prima del diploma, dipingo da quando avevo 11 anni e avevo bisogno di scegliere una facoltà che avesse a che fare con il disegno e la creatività, inoltre doveva consentirmi di creare qualcosa su misura delle persone. La passione per la progettazione del verde è maturata durante il periodo universitario ed infatti il tema della mia tesi di laurea è stato un Parco di Giardini Tematici, ma solo in seguito ho scoperto il prezioso mondo dei giardini e ciò che custodiva gelosamente da secoli. Nei primi anni di lavoro mi sono occupata di progettazione architettonica e diversi anni fa ho ripreso a dedicarmi ai giardini. I tempi stavano diventando difficili, gli studi di architettura sempre più numerosi e ho creduto fosse necessario acquisire competenze specifiche nel settore che più mi appassionava. Ho iniziato a frequentare corsi di specializzazione e la mia passione ha iniziato a crescere sempre di più. In quegli anni avevo iniziato la libera professione e ad un certo punto ho capito che dovevo contare solo sulle mie forze, competenze e capacità ed ho messo in campo tutte le mie sinergie, comprese quelle artistiche e la passione per la pittura, ma soprattutto la mia sensibilità ed il mio lato caratteriale estremamente emotivo, che si sposa perfettamente con la composizione dei giardini. Ma non era abbastanza. Decisi quindi di fare un ulteriore passaggio, nell’ambito della ricerca storica, poiché durante un corso di specializzazione sul verde avevo sentito parlare, per la prima volta, di Giardini simbolici e di come la loro composizione si strutturasse per il raggiungimento metaforico di un sentimento di rinascita e crescita interiori. Affascinata dall’argomento iniziai le mie ricerche ed è stato allora che sono “tornata” indietro nel tempo, all’epoca delle grandi civiltà del passato, per scoprire dove e perché erano nate le prime forme di giardini e come si erano evolute nel tempo. Un passaggio lungo e complesso coadiuvato da continui approfondimenti e ricerche incrociate, perché non esistono testi di riferimento completi sul tema, che mi hanno fatto scoprire il mondo dei giardini simbolici dell’Antichità e Rinascimentali e che ho raccontato in un libro “Viaggio Segreto nei Giardini”. E’ stato a quel punto che è nata l’idea di dedicarmi alla creazione di giardini emozionali, di rappresentanza e simbolici, che incarnano gli elementi della natura e non solo, attraverso composizioni dai suggestivi effetti cromatici, linearità dinamiche e forme innovative, oltre ad una accurata selezione delle specie, come parte integrante del processo compositivo, al fine di garantire fascino e bellezza. In passato i Giardini hanno avuto un’importanza incredibile ed il loro ruolo di rappresentanza consentiva, da un lato di sorprendere gli ospiti al loro arrivo, e dall’altro di celebrare il potere e il prestigio di colui che li possedeva. La meravigliosa storia millenaria dei giardini rappresenta un’eredità straordinaria che merita di essere tramandata nel tempo, ma che in parte si è perduta nei secoli scorsi e che mi pongo come obiettivo di far rivivere all’interno delle mie composizioni, anche attraverso il richiamo agli elementi primordiali della natura, acqua, terra, fuoco e aria, come sempre accadeva in antichità. Nel 2016 è nato il mio studio Arch&Garden, che raccoglie il mio mondo raccontato nel sito web www. arch-garden.it blog e social. Gli ultimi anni sono stati davvero intensi, ed hanno richiesto grande dose di energia e tenacia, per non mollare, anche se non sono mancati i momenti di sconforto e dubbi sul percorso che stavo creando. Oggi sono felice di aver caparbiamente inseguito il mio sogno e aver creduto nei miei giardini emozionali, che sono una risorsa infinita di meravigliose emozioni e nuove energie. Tra i miei ultimi lavori un documentario per la TV giapponese e il giardino a cui sto lavorando attualmente “Il Giardino dell’Amore”, che celebra questo sentimento glorioso attraverso una serie di elementi che rappresentano le diverse tipologie d’Amore, come le forme labirintiche dell’Amore passionale, le monolitiche presenze dell’Amore interiore e molto altro ancora.

Quanto è importante il contesto geografico e morfologico nella scelta della tipologia di giardino e delle specie da inserirci, nel momento della progettazione?

Il contesto in cui si inserisce un giardino è importantissimo poiché ogni luogo è caratterizzato da specifici tratti distintivi che è necessario riuscire a cogliere e capire. I luoghi devono essere percorsi, esplorati, odorati, fino a coglierne l’anima, solo così, a mio avviso è possibili ideare composizioni identitarie capaci di rievocare la memoria stessa del luogo e del contesto in cui si inseriscono, fino a valorizzarne ogni scorcio prospettico. Solo in questo modo è possibile creare composizioni armoniche ed identitarie, in cui le specie inserite, le forme utilizzate e la scelta dei materiali locali rappresentano una perfetta fusione alchemica di elementi, di colori e profumi, generanti un’esplosione di sensazioni capaci di sorprendere ed emozionare.

Come funziona e come fa a sopravvivere un “Dry garden”? Quali vantaggi ha?

Nell’immaginario comune, il Giardino arido senza irrigazione, viene spesso associato alle sole specie aromatiche o poco più, ma in realtà ne esistono molte altre perché ci troviamo nel bacino mediterraneo che ci mette a disposizione circa il 10% della flora mondiale, questo significa poter creare Giardini avendo a disposizione circa 25000 specie di piante, con fioriture spontanee incredibili, che possono creare tutta la suggestione del Giardino fiorito, basta solo desideralo. I vantaggi sono legati sia alla bassa manutenzione, che al risparmio idrico, entrambe componenti importanti, specialmente quando si tratta di giardini di medie e grandi dimensioni. Per poter creare un giardino senza irrigazione sono necessari accorgimenti tecnici, come un’accurata e specifica preparazione del terreno. Anche la messa stessa a dimora delle piante deve essere eseguita in condizioni climatiche ideali, che consentano alle piante di adattarsi al nuovo habitat, prima che sopraggiungano temperature troppo rigide o elevate. L’aspetto importante è che questi giardini possono essere davvero meravigliosi, ma per poter creare composizioni incantevoli è necessaria una conoscenza delle specie e la capacità di contestualizzarle nel modo più opportuno, al fine di esaltarne le qualità cromatiche. Ciò consente di creare Giardini capaci di non perdere nulla in fascino e bellezza, ma che guardano al futuro e riescono a sostentarsi con il contributo delle piogge, senza creare sprechi d’acqua.

Quanto tempo ci vuole in media per la realizzazione di un giardino, dalla sua fase di progettazione alla sua completa fruizione? Ci sono periodo dell’anno migliori di altri per realizzarlo?

La fase progettuale richiede circa un paio di mesi , tra elaborazione dell’idea, studio e dimensionamento del progetto, fino alla realizzazione delle tavole, compresi gli scorci prospettici ed i trattamenti finali che eseguo a mano con tecniche miste pittoriche, che vanno dall’uso dei pastelli, colori ad olio, a cera, in funzione delle caratteristiche cromatiche e materiche da esaltare. Le fioriture devono poter esplodere ed esprimere tutta la loro bellezza per questo, per me, i trattamenti a mano hanno maggior forza e capacità di suscitare emozioni, rispetto alle riproduzioni virtuali, che invece sono perfette per i progetti architettonici. Naturalmente quando creo un giardino non so mai quando arriverà l’idea giusta e quanto tempo ci vorrà. Ho bisogno di visitare il luogo ed emozionarmi ed è da li che parte il processo creativo e la mia mente diventa un tripudio di sensazioni. Questa è una fase molto energetica ed affascinante e da ogni luogo, forma, immagine posso trarre ispirazione. I tempi di realizzazione di un giardino sono legati alla complessità del progetto e naturalmente alle dimensioni. Ad esempio, un giardino di circa 1000 mq può essere realizzato in circa un paio di mesi, ma naturalmente occorrono grandi sinergie e una presenza continua in cantiere, anche perché, mi capita spesso di apportare piccole modifiche, poiché durante i lavori possono subentrare una serie di variabili, modifiche nei movimenti terra o altro. Mi piace occuparmi personalmente del posizionamento delle piante e tracciare le linee e le forme degli elementi presenti, perché per me è meraviglioso poter continuare a plasmare il giardino anche durante la sua fase realizzativa. Un giardino può essere realizzato in ogni periodo dell’anno, ma esistono momenti migliori per la messa a dimore delle specie, ma in generale è opportuno evitare i periodi troppo freddi o quelli estremamente caldi e concentrare in quei momenti altre lavorazioni. Le piante, come essere viventi, hanno bisogno di un po’ di tempo per adattarsi alle nuove condizioni del terreno e non solo, per cui è importante non sottoporle a stress termici.

Per me un giardino è un mondo vivente e vedere come la mia idea prende vita e forma è una gioia incredibile. Inoltre ogni giardino ha la sua storia, che si lega anche alla storia delle persone che lo hanno desiderato e che in seguito lo accudiranno. Più il giardino verrà compreso, amato e percepito come personale, più in esso si riverseranno amorevoli cure, che gli consentiranno di crescere e prosperare nel tempo, trasformandosi durante i cicli stagionali e arricchendosi di nuovi germogli di vita, negli anni.