Come stare sul web efficacemente - parte 3

Blog - Come stare sul web efficacemente - parte 3

Instapro ha realizzato una serie di interviste ad esperti della comunicazione e del marketing digitale per chiedere loro se e come un professionista, una ditta o un’azienda del settore edile debba stare efficacemente sul web, per farsi conoscere al meglio e aumentare i propri clienti.

Il risultato sono 5 tavole rotonde, dove ogni professionista ha dato i suoi consigli e parlato della sua esperienza. Siamo sicuri che questi articoli saranno di fondamentale aiuto per tutti i nostri professionisti e risponderanno a molte delle loro domande.

Grazie a tutti gli esperti e alle agenzie che hanno contribuito!

In questo round-up:
Walter di e-leva
Bilogic
Elena di Sfumature
Luca di Ndv Comunicazione
Diego Torres
Annalisa Milione di Lenus Media
Francesco di Comunikal
Alessandro Marchetti di Staff millennium
Filippo di F.C. WebDev
Carlo Gislon

Clicca su ogni domanda per leggere le risposte.

Da quanto tempo ti occupi di digital marketing?

Tra i tuoi clienti hai mai avuto piccoli imprenditori o liberi professionisti come idraulici, elettricisti, fabbri?

Ritieni che una ditta edile dovrebbe investire in posizionamento online (sito web, Facebook, Instagram, Linkedin, WhatsApp) per acquisire nuovi clienti, oppure preferire media tradizionali come volantini, cartellonistica e passaparola?

Se dovessi gestire la pagina di una ditta edilizia, quale stile comunicativo sceglieresti per acquisire nuovi clienti? Una comunicazione prettamente professionale (concentrandosi sui servizi proposti, background, expertise, etc) oppure punteresti anche su contenuti informali e potenzialmente virali (attualità, meme, battute, etc)?

Parlando di questioni tecniche, come dominio pensi sia meglio scegliere la ragione sociale dell’azienda (nome proprio del professionista o della ditta) o proporresti un dominio differente?E cosa faresti per migliorare il posizionamento del sito sui motori di ricerca?

Per quanto riguarda la user experience, quali informazioni sul sito web ritieni indispensabili per convertire un utente in potenziale cliente?

Da quanto tempo ti occupi di digital marketing?

  • Walter: 15 anni
  • Bilogic: 10 anni
  • Elena: Dal 2004
  • Luca: 10 anni
  • Diego: Circa 6 anni
  • Annalisa: Da oltre 10 anni
  • Francesco: 8 anni
  • Alessandro: 5 anni
  • Filippo: Sono circa cinque anni che lavoro attivamente in questo settore, occupando posizioni diverse ma comunque inquadrabili nell'insieme del Digital Marketing. Ad oggi, la mia occupazione è quella di studiare ed ottimizzare le strategie di marketing e presenza digitale dei miei clienti, al fine di massimizzarne i profitti.
  • Carlo: Una quindicina d'anni.

Tra i tuoi clienti hai mai avuto piccoli imprenditori o liberi professionisti come idraulici, elettricisti, fabbri?

  • Walter: Sì
  • Bilogic: Vantiamo consulenze in questi settori, più organizzati in forme societarie che piccoli artigiani e professionisti.
  • Elena: Sì.
  • Luca: Sì
  • Diego: Si qualche azienda di elettricisti ed idraulici.
  • Annalisa: Si, ho avuto e ho clienti di vario genere dal libero professionista alla grossa azienda.
  • Francesco: Sì, di vario genere e varia tipologia.
  • Alessandro: Sì, raramente.
  • Filippo: La mia attività ha come clienti principali le piccole e medie imprese ed è dunque su queste che ho focalizzato il mio Core Business. Mi è comunque capitato di lavorare con alcuni piccoli imprenditori, prevalentemente digirali, desiderosi di lanciare un progetto online di successo. Devo ammettere che la collaborazione questi è stata fino ad ora vicendevolmente profittevole. Ho avuto la fortuna di trovarmi a lavorare con professionisti perfettamente in grado di capire l'importanza di valorizzare la propria presenza sul web e questo ha portato al raggiungimento degli obiettivi prefissati in tempi molto rapidi.
  • Carlo: Si

Ritieni che una ditta edile dovrebbe investire in posizionamento online (sito web, Facebook, Instagram, Linkedin, WhatsApp) per acquisire nuovi clienti, oppure preferire media tradizionali come volantini, cartellonistica e passaparola?

  • Walter: Assolutamente entrambi.
  • Bilogic: Noi crediamo che tutta la comunicazione aziendale oggi vada proposta in forma digitale, tuttavia molto dipende dalle dimensioni, dalla logistica e capacità di azione, oltre che dalla tipologia di impresa.
  • Elena: Dipende dall'area geografica. In alcune zone di Italia la pubblicità tradizionale è ancora consigliata. Se c'è budget, proponiamo sempre di lavorare sia sull'online che sull'offline.
  • Luca: Assolutamente si. Si deve investire in attività digital, tracciabili e misurabili, in primis Seo e Sem.
  • Diego: Ritengo che è sempre più importante spostarsi verso il digitale; con molta attenzione! non bisogna buttarsi in acqua senza saper nuotare.
  • Annalisa: L'investimento online ti permette di intercettare un pubblico con un bisogno specifico, quindi sì.
  • Francesco: Sì, entrambi i canali avendo la possibilità di investimento. Se poi bisogna effettuare una scelta, bisogna valutare bene una serie di caratteristiche (target, bacino d'utenza, luogo, budget, tempo) per poter fare la scelta più appropriata, che ovviamente si differenzia per ogni singolo cliente.
  • Alessandro: Ritengo che uno non escluda l'altro, anzi. Spesso nel mercato locale funziona molto bene il passaparola, che può essere anche indotto da azioni digitali. Chi è il cliente di un'impresa edile? Di solito non è il privato che chiama per farsi costruire una casa, però potrebbe essere interessato alla ristrutturazione di alcuni spazi. Di certo mostrarsi attivi, competenti e continuare a dare consigli al proprio pubblico, potrà aiutarci nel posizionamento del brand. Quando poi si arriva all'offerta, essendo servizi high-tickets, tutto può cambiare.
  • Filippo: Non credo che su questo ci siano dubbi. Il solo fatto di poter targettizzare le proprie inserzioni, ottimizzando il budget ed andando ad intercettare solo le tipologie di utenti interessanti per la nostra impresa è già di per se un fattore sufficiente ad escludere la necessità di lavorare col cartaceo, che dovrebbe diventare solo un affiancamento al digitale, magari con biglietti da visita e brochure appositamente studiate per ottimizzare il branding aziendale. Se vogliamo continuare a ragionare sulla questione, possiamo tirare in ballo il discorso dei costi pubblicitari e della possibilità di tracciare i risultati delle nostre campagne. Rispetto al cartaceo, i costi di un'inserzione ottimizzata, studiata e realizzata da un professionista sono nettamente inferiori e la resa è migliore (proprio perchè possiamo targettizzare). Il vantaggio del marketing digitale poi si ha anche con la possibilità di poter tracciare la resa delle nostre inserzioni mediante opportuni strumenti come Google Analytics e Facebook Pixel, che ci possono fornire un feedback qualitativo, oltre che quantitativo, sulla resa delle nostre campagne. Lato cartaceo, questa possibilità è praticamente inesistente.
  • Carlo: Dovrebbe investire secondo le proprie possibilità in ognuno di questi media. Uno non esclude l'altro.

Se dovessi gestire la pagina di una ditta edilizia, quale stile comunicativo sceglieresti per acquisire nuovi clienti? Una comunicazione prettamente professionale (concentrandosi sui servizi proposti, background, expertise, etc) oppure punteresti anche su contenuti informali e potenzialmente virali (attualità, meme, battute, etc)?

  • Walter: Anche qui entrambi. Per contenuti informali però intendo non battute ma piuttosto video sul cantiere, estemporanei, che possono avere qualità scadente nella forma ma contenuti validi per potenziali clienti (una finitura particolare, una tecnica, ecc).
  • Bilogic: Riteniamo fondamentale la presenza professionale sul web, supportata da campagne ADS su Google e promozioni mirate sui social network.
  • Elena: Utilizzerei uno stile corporate dal taglio decisamente istituzionale. Il piano editoriale dovrebbe trattare i seguenti temi: case histories, materiali utilizzati, tecniche costruttive, team qualificato e costantemente formato.
  • Luca: Il primo obiettivo è il fatturato. Quindi il focus deve essere sui propri servizi.
  • Diego: Dicciamo che analizzerei prima di tutto il target che sicuramente ha diverse fascie d'età e costruirei un piano rivolto ad ogni fascia di età. (sicuramente i giovani tra 30 - 40 cercherà contenuti più "trend" rispetto a persone dai 50 a +60 anni).
  • Annalisa: Comunicazione professionale con l'ultilizzo di video e foto che mettano l'accento sul brand e rendendo i volti di chi c lavora familiari.
  • Francesco: Sicuramente professionale, basandomi principalmente su aspetti predominanti legati ad eventuale storia aziendale, marchi, qualità, esperienza e caratteristiche caratterizzanti, riconoscibili e memorizzabili.
  • Alessandro: Dipende dalla piattaforma innanzitutto: su linkedin non comunico come su Instagram. A mio parere il tone of voice dovrebbe essere informale ma consulenziale. Devo trasmettere fiducia nel mio prospect per far capire che so il fatto mio, ma che posso essere anche un'azienda che ti aiuta nei consigli e sta al tuo fianco durante tutto il processo del servizio. I meme sono simpatici, ma li doserei.
  • Filippo: Lo stile comunicativo migliore è quello in grado di valorizzare la nostra Value Proposition. Nel caso di un'azienda edile, punterei sul comunicare un'immagine di professionalità e sicurezza, magari integrando un blog sul sito web aziendale e sfruttando i social come veicolo di diffusione dei nostri articoli. La pubblicazione di materiale informale non è da escludere a priori, ma deve essere comunque effettuata tenendo a mente il nostro focus, ovvero quello della valorizzazione dei nostri servizi. Un esempio? Potremmo pensare di realizzare una mini serie a fumetti che faccia da caricatura per situazioni tipiche che si verificano con ditte non professionali e chiudere ogni tavola con l'immagine di un impiegato della nostra ditta edile che risolve i problemi con l'impiego dei giusti mezzi.
  • Carlo: In generale per l'edilizia credo sia migliore uno stile conservatore o tradizionale che esprima solidità, affidabilità, sicurezza con adattamenti in base alla clientela e al prodotto.

Parlando di questioni tecniche, come dominio pensi sia meglio scegliere la ragione sociale dell’azienda (nome proprio del professionista o della ditta) o proporresti un dominio differente?E cosa faresti per migliorare il posizionamento del sito sui motori di ricerca?

  • Walter: Per il nome dominio non c'è una regola valida sempre. In alcuni casi la notorietà del brand può essere meno importante di un particolare servizio da indicare in nome dominio, per quanto l'algoritmo di Google non dà più molta importanza alla presenza di keywords (EMD). Oltre all'ottimizzazione SEO da parte di un professionista, è fondamentale che l'azienda proponga contenuti utili al proprio utente (guide tecniche, ecc.)
  • Bilogic: Fondamentale la corrispondenza tra dominio e ragione sociale, certamente utile anche l'acquisizione di estensioni di supporto, ad esempio di un brand/servizio offerto.
  • Elena: Prediligo i domini corrispondenti alla ragione sociale. Fortunatamente le desinenze a dominio sono molteplici! Per quanto riguarda il posizionamento, punterei soprattutto sul copy in ottica seo.
  • Luca: Il proprio nome e il proprio brand, metterci la faccia e valorizzare il proprio brand è la base per incrementare la propria autorevolezza rispetto ai competitor. La strategia migliore è seo on site e link building.
  • Diego: Beh non lo farei, considero che il nome della azienda è importante perché appunto è quello che la rappresenta.

Se parliamo di seo, quello che si potrebbe fare prima di tutto è analizzare i servizi da proporre, analizzare quali hanno ricerche; quelli con ricerche l'indicizzo, quelli senza, gli creo ma non l'indicizzo e probabilmente li blocco tramite robots.txt in modo tale che sia utile per l'utente ma che google non perda tempo cercando di accedere a quei servizi.

Un'altra cosa che si potrebbe fare è quella di posizionare uno o più ""siti satellite"" che posizionino per le parole chiave più importanti della nicchia, con i domini EMD (Exact Match Domain) e offrire il servizio anche su quei domini, offrire i servizi e linkare l'azienda o semplicemente linkare il sito dell'azienda.

  • Annalisa: Il dominio deve rispecchiare il nome dell'azienda nel caso del professionista invece si può completare cn la categoria. Per il posizionamento si può lavorare sulle pagine e sulla presenza di un blog tematico.
  • Francesco: L'ideale è sempre riuscire ad avere un dominio che rappresenta l'azienda (per una serie di ragioni legate prettamente al brand), ma ovviamente va valutato il singolo caso. Se il nome è una sigla o un nome poco appetibile, si dovrebbe adottare una soluzione differente. Per il posizionamento basta adottare le tecniche specifiche che già quotidianamente l'agenzia sviluppa per i propri clienti. Un buon supporto da parte dei Social Media potrebbe aiutare nel garantire un posizionamento migliore e più efficace. Se poi l'azienda ha possibilità di poter investire anche in questa attività, sicuramente le soluzioni finali sono maggiori.
  • Alessandro: Personalmente quando vedo dei nomi di dominio troppo broad, non mi fido molto, ma è un mio limite. Faccio un'esempio nell'edilizia:

preferirei parlare con Rossicase.it che con costruiamocasebelle.it, non so se mi spiego. Detto questo abbiamo gestito e gestiamo clienti con nomi simili, che vanno benone.

Per migliorare il posizionamento ci sono tante tantissime tecniche; la battaglia delle keywords è quotidiana quindi ora la risposta è una: creare contenuti interessanti per l'audience e soprattutto indicizzabili!

E fate tanti video!

  • Filippo: Dipende dalla strategia di marketing che stiamo attuando per quella specifica azienda. Vogliamo lavorare sul branding o vogliamo concentrarci sul posizionamento organico? Rispondere a questa domanda può fornirci la chiave per fare la scelta giusta. Per scegliere il nome a dominio per l'azienda in questione, possiamo partire da un'analisi di mercato da svolgere nell'area geografica di interesse della nostra azienda. Se i nostri competitor sono troppo aggressivi a livello di posizionamento, possiamo pensare di lavorare più sul brand e dunque puntare sullo scegliere la nostra ragione sociale come nome a domino, puntando poi la nostra strategia di posizionamento organico su parole chiave di coda lunga, meno competitive ma più numerose. Viceversa, se ci accorgiamo della presenza di parole chiave con forte volume di ricerca facilmente rankabili, la giusta strategia dovrebbe essere quella di scegliere come nome a dominio una di queste parole chiave.
  • Carlo: La ragione sociale, perché il dominio è comunque un modo per reiterare il proprio brand. Un dominio tipo "costruzionecase" o un nome fantasioso (differente dal brand) possono essere di immediato vantaggio ma sono disastrosi a lungo termine.

Per quanto riguarda la user experience, quali informazioni sul sito web ritieni indispensabili per convertire un utente in potenziale cliente?

  • Walter: Servizi e prodotti, motivi per cui l'azienda si distingue dalla concorrenza, referenze se disponibili, presenza di calltoaction chiare e invitanti.
  • Bilogic: Anche se non riteniamo esista una regola generale, informazioni legate alla storia dell'azienda, la valenza dei servizi/prodotti offerti, unitamente ad una presenza sul territorio e la sua capacità di esser pronta a soddisfare l'esigenza dei clienti, sono certamente buoni punti di forza.
  • Elena: Non devono mancare "copy" e "form" di richiesta informazioni al fine di potenziare le attività di lead generation. Oggi più che mai un sito web dev'essere graficamente gradevole, ma soprattutto dotato di un copy sintetico ed efficace per il pubblico in target.
  • Luca: Descrizione del servizio offerto, del proprio approccio/metodo per assolvere al servizio, obiettivi raggiungibili e garanzie offerte, portfolio clienti.
  • Diego: Mmn... Dipende di quello che cercano i potenziali clienti, prima di tutto cercherei di capire cosa vogliono analizzando le serps di google e quello che piace sui social e che ovviamente riguardano alla attività.

Se devo posizionare un sito le prime parole che cerco di posizionare sono quelle con intenzione di acquisto del prodotto o servizio e poi quelle di consulenza o informazione. Nel caso degli elettricisti cercherei di posizionare per prima cosa una parola come queste che elenco qui:

"preventivo elettricista a roma" "miglior elettricista milano" "elettricista milano economico"

Invece di:

"a cosa serve un elettricista" "elettricista a che settore appartiene"

Come vedete nei primi casi si cerca un professionista sicuramente per una urgenza, che vuol dire che l'utente ha BISOGNO di quel SERVIZIO. Dall'altro canto si cercano informazioni utili ma non c'è un bisogno o una urgenza chiara.

Io suggerisco di inserire entrambi contenuti su un solo articolo, questo aiuterà molto ai clienti che cercano info (che più avanti possono diventare clienti) e aiuterà sicuro a quello che cerca urgentemente un elettricista. (questo è valido per tutte o quasi tutte le nicchie di prodotti e servizi).

  • Annalisa: Landing per raccogliere contatti.
  • Francesco: Il Click-To-Action è quello più immediato e attualmente maggiormente performante.
  • Alessandro: Sicuramente form e call to action ben visibili e chiare; poi lead magnet interessanti e utili come una prima consulenza gratuita, o un sopralluogo gratuito. Contatti ben chiari. Chat con operatore o in bot per le richieste immediate: non sapete quanti le apprezzano; ne esistono molte anche gratuite. Noi consigliamo Tawk. In base alla specializzazione del professionista, si possono creare dispense, guide, video formativi, app desktop e non, che possano invogliare il cliente a mettersi in contatto con noi e richiederci una consulenza o un preventivo.
  • Filippo: La presenza dei dati aziendali è un fattore imprescindibile per trasmettere professionalità e sicurezza agli occhi di un potenziale cliente. Partita IVA, ragione sociale e capitale sociale sono elementi fondamentali da inserire, magari nella parte bassa del sito, ovvero il footer, di modo che fungano da chiusura per ogni nostra pagina. è buona norma presentare una gerarchia corretta dell'informazione presente all'interno del nostro sito web aziendale e questo si traduce nel valorizzare al massimo il (i) menu di navigazione del nostro sito web, in modo da permettere ai nostri utenti di muoversi fluentemente all'interno del sito e di riuscire dunque a trovare le informazioni cercate con facilità. Al fine di convertire l'utente in cliente, è necessario che il nostro sito web funzioni come un funnel di vendita, ovvero deve presentare efficacemente la nostra azienda e guidare l'utente fino alla compilazione di un form di contatto (o equivalente) per la richiesta di informazioni commerciali, in modo da trasformarlo in un potenziale cliente. Starà poi al reparto commerciale chiudere il cliente completando di fatto la vendita del prodotto/servizio in oggetto.
  • Carlo: Una precisa UPS: una proposta unica di vendita dove sia chiara la personalità e il prodotto dell'azienda e i vantaggi offerti. In secondo un portfolio lavori con immagini molto professionali, poi elementi che possono dare credito e affidabilità.

Leggi anche la quarta parte del nostro round-up con altri 10 professionisti!

Grazie a tutte e tutti quelli che hanno partecipato!